Tecniche dell'artista e pittrice contemporanea - Artlara

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Larysa Ryaboshlyk • Artista contemporanea
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TECNICHE

La sostanza

della pittura

è la luce
Pittura in Acrilico
La pittura acrilica è una tecnica pittorica nata in epoca relativamente recente. Le vernici sono prodotte con polveri colorate (pigmenti) mischiate con una resina acrilica di essiccazione variabile, generalmente veloce, a seconda delle resine, dei pigmenti e della fabbrica produttrice. I supporti possono essere i più disparati, foglio da disegno, cartone, alla tela, cartone telato, supporti di legno (anche compensato). Ha una buona resistenza unita alla relativa economicità e veloce asciugatura e ne fanno un prodotto di largo uso. L'asciugatura si può rallentare con una moderata aggiunta di glicerina.
- Caratteristiche della pittura acrilica è: la rapidissima asciugatura, facile stesura, traslucidità una volta asciutta; l'indissolubilità una volta asciutti.
- Difetti della pittura acrilica è: non permette la tecnica della sfumatura (come avviene nella pittura ad olio); la sfumatura degli acrilici avviene a tratti, agradini permettendo il passaggio da un tono all'altro, o con successive velaturedi colore diluito che vengono stese su colore asciutto.
I colori acrilici sono tranquillamente mescolabili fra loro e come diluente è preferibile semplice acqua, utilizzabile anche per cancellare, prima dell'asciugatura, parti di colore. È necessaria pertanto una accurata pulizia dei pennelli terminato il  lavoro; è da evitare che il colore asciughi sui pennelli, i quali devono  essere sciacquati in acqua e asciugati. Se il colore si fosse seccato  sul pennello si può scioglierlo con alcol o diluente nitro. Alcuni tipi di colori acrilici sono sensibili alla luce che li fa schiarire, come i colori rosso-violacei e blu-violacei,  perché creati con pigmenti derivati da composti chimici organici  fotosensibili, a questo fenomeno si ovvia con una lacca di resina  acrilica con filtro UV che protegge tali colori. Per gli altri colori non v'è necessità di fissativo, in quanto la  resina acrilica che li compone li fa resistere alla luce e agli agenti  atmosferici, smog compreso.

Bisogna sempre

guastare un pò il

quadro per finirlo
Pittura in Grafite
L'uso di questa tecnica era in atto già nella presistoria ad esempio nella Grotta ai Altamira. Attualmente il carboncino ha varie forme, dalla matita ai gessetti ed ai bastoncini. L'impiego del carboncino è rinvenibile fin dalle prime pitture rupestri, dove ai grafiti realizzati con selce si aggiungevano tracce di strofinamento di tizzoni carbonizzati.
Le prime documentazioni storiche risalgono invece alla fine del I millennio dopo Cristo, quando la tecnica dell'affresco si diffuse in Europa, e con essa la pratica di utilizzare in alcuni casi il carboncino per realizzare l'abbozzo. Solo in seguito il carboncino assunse una dignità artistica autonoma, grazie a una materia povera che permetteva comunque di riprodurre una buona varietà di gamme nere e grigie, morbide e sgranate. I lavori eseguiti con questa tecnica necessitano un fissaggio finale; a tale scopo si usano soluzioni acquose di gomma arabica o alcoliche, stese mediante apparecchi a spruzzo, mai a pennello.

Senza l'atmosfera

un dipinto

è nulla
Pittura in Olio
La pittura a olio è una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con oli siccativi. Le origini di questa tecnica affondano le radici nell'antichità, (nella prima metà del XII sec.) e si attribuisce l'invenzione a Jan Van Eyck. I pittori fiamminghi del XV sec. perfezionarono questa nuova e prodigiosa maniera di colorire. Con la seconda metà del XV sec. si ebbe una straordinaria diffusione di questa tecnica. Inizialmente è stata stesa su supporto ligneo e dal XVI sec. si affermò anche su tela dando origine a una modalità esclusiva che nella tecnica pittorica mutò solo con la comparsa dei colori acrilici. Il suo vantaggio è che l'olio è un ottimo legante che indurisce nel tempo per contatto con l'ossigeno presente nell'aria formando una pellicola insolubile e resistente (polimerizzazione).
La possibilità di creare finissime velature trasparenti e di lavorare il colore che si mantiene a lungo fresco, permette di ottenere effetti di luce e di profondità difficilmente raggiungibili con altre tecniche pittoriche; inoltre consente di ampliare la gamma cromatica, ammorbidire le sfumature e potenziare il modello. Una volta asciutti, i colori impastati con l'olio garantiscono una lunga durata, soprattutto rispetto alla tempera, mantenendo pressoché inalterati i valori cromatici. Lo svantaggio nel complesso limitato del colore a olio risiede nei lunghi tempi di asciugatura e nella difficoltà di esecuzione di talune tecniche. Come si è visto, la differenza nella tecnica è costituita dal legante che invece di essere uovo, caseina o gomme naturali (tempera), è un olio. Si utilizzano sia oli naturalmente essiccanti (olio di lino, olio di noce, olio di papavero), che essenze o oli essenziali (essenza di trementina, essenza di rosmarino). Queste ultime sostanze, più costose perché ottenute per distillazione, vengono utilizzate come diluente, garantendo una materia più fluida e trasparente, adatta alle velature e meno soggetta all'ingiallimento.
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